Uno stile "irregolare, contorto, grottesco e bizzarro": questi i significati attribuiti al termine Barocco. Quello che ha dominato fra il 1600 e il 1750 è uno stile esuberante e teatrale. È proprio la profusione di elementi decorativi (come riccioli, volute, mascheroni, putti) che ha reso inconfondibile questo stile. Fra la provincia di Siracusa e Ragusa, fra la Val di Noto e i Monti Iblei, si può ammirare uno stile nello stile: il barocco ibleo. Qui un terremoto, nel 1693, aveva raso al suolo intere città, così vennero chiamati architetti come il siracusano Rosario Gagliardi per ricostruire chiese e palazzi.

Noto è la "capitale del Barocco", detta anche "giardino di pietra". Chiese e palazzi realizzati nella dorata pietra calcarea che al tramonto si tinge di rosa. Un percorso nelle strade della città con il naso all'insù alla ricerca dei particolari più belli. Corso Vittorio Emanuele è l'arteria principale, che attraversa piazzette con meravigliose chiese barocche: San Francesco all'Immacolata, il Monastero del Santissimo Salvatore e il Convento di Santa Chiara. Poi il corso si apre nel salotto di Noto, Piazza Municipio, su cui si affacciano il Palazzo Landolina, il Palazzo Ducezio che ospita il comune, il Palazzo Vescovile e il Duomo, con la sua scenografica facciata. Il Duomo, nel 1996, è stato vittima di un crollo della cupola che ha coinvolto anche la navata principale.

Sulla strada per Ragusa, ancora una sosta per raggiungere il punto più a Sud della Sicilia, Capo Passero. Qui si trova un'antica tonnara oggi non più in funzione: un eccezionale esempio di archeologia industriale. D'estate questo è un posto ideale per un favoloso bagno nelle acque blu che bagnano la Sicilia, prima di riprendere il cammino. Vicinissima, si trova Pachino, famosa per i suoi pomodorini Igp (indicazione geografica protetta): piccole sfere di perfezione che solo qui trovano l'habitat ideale per maturare.

Un'altra sosta, gastronomica e artistica al contempo, la merita Modica, spettacolare presepe barocco posto al centro di una vallata. Qui la lavorazione del cioccolato si è fatta conoscere in tutto il mondo. Da assaggiare il cioccolato al peperoncino. Il centro storico ha una particolarità: la città anticamente era divisa in due per motivi di rivalità. È per questo che si trovano due bellissimi duomi: la Chiesa di San Giorgio e la Chiesa di San Pietro. Notevole anche la Chiesa di San Domenico, uno dei pochi edifici risparmiati dal sisma del 1693: edificata alla fine del XIV secolo, subì dei rimaneggiamenti in epoca barocca.

Si arriva quindi nel capoluogo, Ragusa. Arrivando da Modica si intravede l'antico quartiere di Ibla, la città vecchia, separata dal centro moderno da una lunga e tortuosa strada. Se l'impianto della città nuova è novecentesco (ma non mancano palazzi e chiese di pregio di epoca barocca), quello della città vecchia è barocco. È grazie al turismo che questa zona quasi abbandonata ha ripreso vita con alberghi e ristoranti di charme che hanno trovato a Ibla una magnifica cornice barocca. Meraviglioso il Duomo di San Giorgio, uno degli esempi più riusciti dell'architettura di Rosario Gagliardi, che diede a questa chiesa la caratteristica forma a torre.

Infine un'ultima tappa a Gela. Di nuovo sulla costa, per godere di un eccezionale bagno ristoratore o magnifico tramonto sul mare siciliano, sulle magnifiche spiagge di sabbia dorata di questa città balneare. Non prima, però, di aver visitato l'Acropoli, per un viaggio nel tempo fino all'epoca degli antichi greci nella città che, racconta la leggenda, fu fondata per volere dell'Oracolo di Delfi.