Le "cinque dita" di Pentedattilo sono solo un ricordo, reso indelebile da questo nome di origine greca (penta+daktilos). Oggi le cinque punte della montagna che sovrastava Pentedattilo sono visibili solo in parte e anche il paese è stato abbandonato dagli abitanti ma rimane lì, con i suoi stretti vicoli, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la Chiesa della Candelora e le rovine del Castello.

Il percorso continua lungo la Riviera dei Gelsomini, per arrivare a Brancaleone. Terra di profumi, come il gelsomino o il bergamotto, l'oro verde della Calabria. Imboccata la Statale 106, si giunge ad Ardore Marina, sovrastata da Ardore Superiore, arroccata su uno sperone di roccia da cui si gode una splendida vista sul mar Jonio. Il paese conserva l'impianto urbanistico medievale: palazzotti e vicoli che guardano con devozione alla Chiesa Madre. Da ammirare anche il Castello Feudale dei Gambacorta di Melicuccà.

Con la tappa successiva si torna indietro di oltre duemilacinquecento anni. Locri Epizephyrii è il parco archeologico più ricco della Calabria. I fasti della Magna Grecia si possono ammirare nei resti del Santuario di Marasà, del Tempio di Marafioti e del Teatro greco-romano del V-III secolo a.C..

A giudicare dalla sua impostazione medievale di greco Gerace ha solo il nome, da "Jerax" che vuol dire sparviero. La leggenda racconta che nel 915 d.C. uno sparviero condusse verso i monti gli abitanti della costa, in fuga dalle razzie dei Saraceni. Soprannominata "Città Santa", Gerace è piena di chiese, che ne fanno uno dei borghi più caratteristici. La Cattedrale dell'Assunta, risalente all'XI secolo è uno splendido esempio di architettura bizantina e franco-normanna. Piazza San Francesco è invece un gioiello, su cui affacciano il Convento dei francescani con il suo portale gotico, la Chiesa bizantina di San Giovannello e la barocca Chiesa del Sacro Cuore di Gesù.

Arroccata su un promontorio anche Roccella Jonica, che dalle pendici dell'Aspromonte domina il mar Jonio. A sua volta, il borgo è dominato dal Castello angioino dei Carafa, che ogni agosto ospita il Roccella Jazz Festival. Ai piedi del Castello, un luogo sacro a pellegrini e marinai, il Santuario di Maria Santissima delle Grazie, edificato nel 1545.

Riprendendo la Statale 106 si giunge a Monasterace. Sotto, la zona archeologica di Monasterace Marina, l'antica Kaulon greca e per chi è pratico di immersioni il Parco Archeologico Sottomarino. Sopra, la pittoresca Monasterace Superiore, tutta vicoli stretti e ricordi arabeggianti.

Tra le sue montagne la Calabria cela i segni del passaggio di asceti ed eremiti che scelsero questi luoghi per trovare la pace. Un esempio è la Cattolica, costruita nel IX secolo su un poggio del Monte Consolino, a picco sulla vallata e sul paese di Stilo. Un piccolo (la pianta misura appena 6 metri per 6) esemplare di chiesa bizantina. Inoltrandosi all'interno per una decina di chilometri, si giunge a Bivongi che, con le sue miniere di molibdeno, è stata culla dell'industrializzazione nel Meridione. Inserita nell'Ecomuseo delle Ferriere e Fonderie di Calabria, da non perdere la miniera di Noceto, del XVIII secolo.

Ripresa la strada lungo il corso dello Stilaro, si giunge ai Bagni di Guida e alle Cascate del Marmarico, tra le più alte d'Italia (120 metri). Un'ultima deviazione per un'esperienza artistica e mistica al tempo stesso. La visita alla Certosa di Serra San Bruno, fondata da Brunone di Colonia nell'XI secolo, è un'esperienza da non perdere. La Certosa, infatti, è un monastero di clausura ancora abitato dai monaci, alla ricerca della pace interiore.