È nel suo salotto buono che Trieste accoglie ospiti e visitatori, in Piazza dell'Unità d'Italia. È una delle piazze più eleganti d'Italia, che per i tre lati è coperta da imponenti palazzi e da un altro lato è invece aperta agli odori e ai colori del mare. Fra Ottocento e Novecento questa piazza insieme alla città che la ospita vissero la loro Belle Epoque, un periodo di fervida attività culturale e artistica quando si parlava di Mitteleuropa. Non era difficile vedere attraversare le strada di Trieste da importanti scrittori internazionali come James Joyce, in Italia dal 1904 al 1915, ma anche dai triestini Umberto Saba e Italo Svevo, il cui vero nome era Ettore Schmitz.

Sotto Palazzo Stratti, uno degli edifici più monumentali di Piazza dell'Unità d'Italia, si trova un salotto nel salotto: il Caffè degli Specchi. Datato 1839, questo caffè è uno dei più antichi di Trieste. I suoi tavolini all'aperto sono un'occasione unica per ammirare con tranquillità la piazza, ma è fondamentale fare un giro all'interno per ammirare gli arredi antichi e sentirsi per un attimo come Svevo o Saba che qui venivano a rilassarsi con un caffè. D'altra parte quello del caffè è un antico rito di Trieste, che detiene il 40% dell'import-export di tutto il territorio nazionale. Si calcola che a Trieste si bevano il doppio delle tazzine di caffè rispetto al resto d'Italia. E attenzione al vocabolario, che qui ha nomi particolari per descrivere questa bevanda: il nero è l'espresso, mentre il capo è il macchiato, infine il "capo in b", che altro non è che un macchiato al vetro.

Ancora più antico del Caffè degli Specchi è il Caffè Tommaseo, inaugurato nel 1830. Anche questo si trova a pochi metri dal mare, in una zona molto frequentata da artisti e scrittori, politici e uomini d'affari. A pochissima distanza si trova il Teatro Lirico Giuseppe Verdi, amato dallo stesso maestro che gli ha dato il nome per la sua acustica perfetta. Assistere a un opera lirica è quindi un altro rito di Trieste, che magari si può accompagnare con un caffè al Tommaseo prima dello spettacolo, anche solo per ammirarne gli arredi anni Quaranta che lo fa sembrare un caffè viennese.

Per respirare la stessa aria che all'inizio del Novecento respirò lo scrittore irlandese James Joyce basta fare un salto nei suoi locali preferiti. Uno di questi è il Caffè Pasticceria Stella Polare: forse è proprio ai tavolini di questo locale che Joyce ebbe l'ispirazione per il suo "Ulisse", che iniziò proprio a Trieste. Un'altra meta da non perdere è la Pasticceria Pirona, che tra le sue specialità ha anche il tradizionale Presnitz, un tortiglione arrotolato su un ripieno di frutta secca.

Per incontrare un moderno scrittore triestino, basta recarsi all'Antico Caffè San Marco dove Claudio Magris si fa arrivare perfino la posta. Non è difficile incontrarlo mentre è intento a scrivere il suo nuovo libro, naturalmente sorseggiando un caffè.

Per sapere qualcosa in più di Italo Svevo e James Joyce, invece, si deve andare a Palazzo Biserini, a due passi dalla statua in bronzo di Svevo che si trova in Piazza Hortis. Il palazzo ospita al suo interno la Biblioteca Civica Attilio Hortis, dove sono stati allestiti due musei: il Museo Italo Svevo e il Museo James Joyce. Un percorso racconta la vita dello scrittore triestino e la permanenza italiana del romanziere e poeta irlandese, con i documenti originali vergati dagli stessi letterati.