Piazze vive sia di giorno che di notte. Quartieri da visitare due volte, di mattina e di sera, per assaporarne le loro diverse sfaccettature. Solo a Roma, nelle sue strade più veraci, si può verificare un fenomeno come questo. Roma, una città poliedrica, che di giorno vive dei suoi traffici e dei suoi colori e di sera si anima delle luci della movida capitolina. Trastevere, Campo dei Fiori e Testaccio: questi i quartieri delle trasformazioni.

Campo dei Fiori è la piazza dove Giordano Bruno venne arso sul rogo: Campo dei Fiori. Ancora oggi il filosofo sembra essere il protagonista di questa piazza, immortalato nella statua di Ettore Ferrari intorno alla quale ogni sera si animano le serate del divertimento romano. Di mattina, davanti agli occhi del filosofo vengono montati i banchi del piccolo mercato di fiori e frutta. Di sera le bancarelle lasciano il posto ai tavoli dei locali affacciati sulla piazza e sotto lo sguardo del filosofo si muovono centinaia di giovani e turisti.

Poco distante, si trova l'isola Tiberina. È dal Ponte Garibaldi che si ha la vista più completa su questa isola fluviale, al centro della quale si trova il famoso ospedale Fatebenefratelli. D'estate, sia sull'isola che sulle sponde del Tevere, vengono montati decine di locali all'aperto, per regalare a romani e visitatori un buon drink al fresco e in una cornice indimenticabile.

Dall'altra sponda del Tevere c'è un intero quartiere ad animarsi di sera. Ecco Trastevere, il simbolo di una Roma più autentica, quella che raccontava Trilussa nelle sue poesie dialettali. Al poeta è dedicata una sala del Museo di Roma in Trastevere, un percorso espositivo che ripercorre la storia e le tradizioni di questi vicoli. Al secolo Carlo Alberto Salustri, il poeta è ricordato anche in piazza Trilussa, dove è posta una sua statua commemorativa. E se di giorno i luoghi della movida sono chiusi, non mancano le osterie e le trattorie, per turisti che si avventurano per visitare il suo gioiello: la Basilica di Santa Maria in Trastevere. La storia racconta che sia stata eretta nel III secolo dal pontefice San Callisto nel punto in cui, nel 38 a.C., ci fu una eruzione di olio minerale dalla terra che fu interpretata dai primi cristiani come un segno dell'arrivo del Messia. Il primo nucleo di questa chiesa col tempo subì numerosi rimaneggiamenti e fra il XII e il XIV secolo venne ornata con meravigliosi mosaici che adornano l'interno, l'abside e la facciata esterna.

Espressione vivente della Roma più caratteristica, ogni domenica si svolge il mercato di Porta Portese. Centinaia di metri di bancarelle, che cominciano i loro traffici intorno alle 6 di mattina e terminano verso le 14. Qui si vende di tutto, nuovo e usato: non ci sono limiti e non è difficile trovare delle vere e proprie occasioni. Per visitare tutto il mercato ci vogliono ore, sia per la sua immensità che per la difficoltà di farsi strada fra la folla.

Dove oggi sorge Piazza dell'Emporio, un tempo si trovava il Porto fluviale dell'antica Roma. Qui si svolgevano anticamente i traffici di merci. Oggi questa è una delle porte di ingresso al quartiere di Testaccio, altro baluardo della veracità capitolina che di sera si trasforma in centro del divertimento. È il posto giusto soprattutto per trovare una trattoria dove mangiare una carbonara o un'amatriciana secondo tradizione. Dopo cena, una passeggiata fino alla Piramide Cestia, il sepolcro di Caio Cestio, che assume un fascino particolare specialmente di notte, quando è illuminata artificialmente.