Iniziare la visita del borgo di Santa Croce dal mitico Ponte Vecchio è come farsi guidare da una mano esperta che conosce i misteri che avvolgono il fascino di Firenze. Il ponte si affaccia sulle acque dell'Arno e le botteghe orafe che si affollano lungo le tre arcate sono uniche e particolari ed è il risultato del progetto del 1345 di Taddeo Gaddi.

In Piazza Santa Croce oltre agli stupendi palazzi patrizi, sorge la basilica gotica di Santa Croce. Il complesso francescano di Santa Croce fu progettato da Arnolfo di Cambio nel 1295. La facciata tricuspidata della basilica fu costruita tra il 1853 e il 1863 da Nicola Matas. Giotto giunse a Santa Croce dopo le esperienze di Assisi e di Padova, avendo maturato il linguaggio compositivo. Il colore, non più la linea o il chiaroscuro, è elemento costitutivo della realtà e della costruzione pittorica di Santa Croce.

La presenza di monumenti funebri di personaggi illustri, fra i quali alcuni scienziati, fa della chiesa il pantheon degli italiani, celebrato da Ugo Foscolo nei Sepolcri. Sulla destra, passando per il chiostro, si può vedere la Cappella de' Pazzi progettata da Filippo Brunelleschi e voluta dalla famiglia dei Pazzi come Sala Capitolare. Alle spalle della cappella si può visitare il Museo di Santa Croce.

In Piazza della Signoria spicca la severa struttura di Palazzo Vecchio costruito con la tipica muratura della città in bugnato rustico ed una merlatura che ne avvolge la sommità. La costruzione risale al 1299, ed in origine prese il nome di Palazzo dei Priori. La costruzione, descritta dal Vasari, fu eseguita su un progetto dell'architetto Arnolfo di Cambio. I lavori iniziarono nel 1299 e durarono fino al 1314. Nel XV secolo l'originario Palazzo dei Priori assunse il nome di Palazzo della Signoria, prima di diventare l'attuale Palazzo Vecchio, a seguito dello spostamento della famiglia dei Medici a Palazzo Pitti.

Nel 1565 Cosimo I fece progettare al Vasari un collegamento, il Corridoio Vasariano per unire Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti sulla sponda opposta dell'Arno. Questa unione costeggia la Torre dei Mannelli e attraversa il ponte, collegando Palazzo Pitti ai famosi Uffizi. I capolavori raccolti in questo museo sono di notevole prestigio e si richiamano a diversi ordini cronologici. Si parte dal Duecento fino al Seicento. Ciò che colpisce di più è lo spazio riservato al Rinascimento con le opere di Sandro Botticelli nella Nascita di Venere e la Primavera e il Tondo Doni di Michelangelo. Elencarli tutti è impossibile e la visita è d'obbligo.

La Torre sulla facciata di Palazzo Vecchio, detta di Arnolfo, alta 94 metri, risale al 1310, poggia sul ballatoio del palazzo ed ingloba al suo interno l'antica Torre dei Foraboschi, detta della Vacca, che la rende solida. A destra della Loggia della Signoria, superato il Museo del Bargello si giunge nella vivace Piazza Ghiberti, dove si incontrano tutte le mattine, tranne la domenica, i caratteristici mercati all'aperto con oggetti di vario tipo: dagli alimentari ai fiori e a Piazza de' Ciompi anche quello degli oggetti della nonna, mobili d'epoca e l'usato sotto la Loggia del Mercato Vecchio di Giorgio Vasari. A via Ghibellina risiede la memoria di Michelangelo nella famosa Casa Buonarroti aperta al pubblico.