"Napoli, la gran città carica di storia, con Parigi, la sola possibile capitale europea"', così il romanziere francese Stendhal descrive l'antica cittadina partenopea. La storia di Napoli è un susseguirsi di occupazioni, conquiste, periodi di grande sviluppo artistico ed economico: visitare i musei di Napoli vuol dire respirare le atmosfere e toccare con mano gli antichi fasti della sua storia.

Il Museo Archeologico Nazionale, ad esempio, può essere considerato una delle raccolte di antichità più importanti del mondo. Situato a poca distanza da Piazza Dante ha sede nel palazzo di Don Pedro Giron, vicerè di Napoli dal 1582 al 1586. Nelle sue sale si trovano i mosaici delle ville romane di Capri, Pozzuoli, Torre del Greco e Stabia, le sculture delle ville di Ercolano e i santuari di Paestum. Il museo si articola in quattro sezioni che riuniscono le opere pompeiane, la collezione Farnese, i reperti preistorici dell'area flegrea e le collezioni di terrecotte, monili in avorio, vasellame e piccole opere di bronzo.

Ancora più importante in termini di patrimonio artistico è il Museo Nazionale di Capodimonte, situato alle porte di Napoli. Il complesso museale può vantare oltre 1700 opere che spaziano dalla scuola barocca di Caravaggio all'arte contemporanea di Andy Warhol. Il Museo Nazionale si trova all'interno del Palazzo Reale Borbone, la reggia voluta da Carlo III nel 1738 per custodire le collezioni d'arte della famiglia Farnese. Nel corso dei secoli i Borboni e, dopo l'Unità d'Italia, i Savoia hanno accumulato tesori, reliquie e opere d'arte provenienti da tutti i regni d'Europa. Negli anni Cinquanta il Museo Nazionale è stato acquisito dallo Stato italiano e impreziosito con l'inaugurazione delle Gallerie Nazionali, che riuniscono tutti i grandi artisti dall'Ottocento a oggi.

Vedetta di Napoli dalla collina del Vomero, la Certosa di San Martino è stata recentemente riportata al suo antico splendore grazie ad un'attenta opera di restauro. La chiesa a navata unica - arricchita da decorazioni, marmi, e stucchi in stile barocco - si affaccia sul cortile realizzato dall'architetto Giovanni Antonio Dosio. Molto interessante è il cimitero dei monaci dello scultore Cosimo Fanzago, decorata con balaustre dai motivi funerei. Il museo, riaperto al pubblico nel 1974, è dedicato alla storia della città di Napoli, con sezioni dedicate al teatro, alle feste popolari, ai costumi tipici e alla scuola napoletana dei presepi.

Castel Sant'Elmo, col suo profilo spigoloso e marziale, completa il complesso monumentale della Certosa di San Martino. Istituto di detenzione per i nemici del Regno di Napoli e ultimo rifugio contro le rivolte popolari di Masaniello, il "Belforte" - questo è il suo nome originale - è sempre stato una roccaforte strategica per il dominio della città. Ricostruito nella sua attuale e caratteristica pianta stellare nel 1537, Castel Sant'Elmo è stato completamente restaurato nel 1976, restituendo al pubblico quasi tutti gli spazi del castello. Nella piazza d'armi si trova ancora la Torre del Castellano con gli antichi alloggi del personale militare. Nella piccola chiesa di Sant'Erasmo vi è la tomba di Martino Galiano, il castellano che difese il forte dall'insurrezione popolare del XVII secolo.

Situata sulla panoramica Riviera di Chiaia, Villa Pignatelli custodisce dal 1952 i tesori del Museo Diego Aragona Pìgnatelli Cortes. Nell'antica residenza di Sir Ferdinand Richard Acton, infatti, si trovano gli smalti di Capodimonte, i biscuit della Real Fabbrica di Napoli, le porcellane europee del XVIII, le statue di bronzo e i cristalli delle famiglie aristocratiche che l'hanno abitata nel corso dei secoli. Negli anni Cinquanta la principessa Rosina Pignatelli dona allo stato italiano la prestigiosa dimora partenopea per realizzare un museo in memoria del compianto marito.

Il Castello di Baia domina dall'alto del promontorio dove sorge, l'intero Golfo di Pozzuoli. In questa antica fortezza aragonese ha sede il Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Nelle sale del castello sono custoditi reperti archeologici provenienti da tutta la Campania, in particolar modo dai Campi Flegrei, la zona di origine vulcanica celebre per le sorgenti termali. Il Museo Archeologico si divide in tre settori tematici: la Sala dei Gessi di Baia, i calchi in gesso di opere d'arte greca con cui romani per decorare le proprie ville flegree, il Sala del Sacello, con una decina di steli marmoree e la ricostruzione del Sacello degli Augustali di Miseno, ed infine la spettacolare ricostruzione (l'originale si trova nel nel Parco Sommerso di Baia) del Ninfeo dell'imperatore Claudio con il gruppo scultoreo di Ulisse e Baios.