Un lungomare pieno di palme che si affaccia su una spiaggia di sabbia bianchissima: è con questa cartolina da San Benedetto del Tronto che comincia un viaggio alla scoperta delle molteplici sfaccettature delle Marche. L'economia di San Benedetto si basa sul suo splendido mare. Fin dai tempi antichi il suo porto è sempre stato uno dei più attivi dell'Adriatico per la pesca ed è dagli anni Trenta che questa città ha scoperto una vocazione turistica. D'estate il lungomare si riempie di vacanzieri in cerca di relax e divertimenti. Anche il centro storico, sovrastato dalla Torre dei Gualtieri, merita una passeggiata, per ammirare anche il belvedere che offre.

Abbandonata la costa, ci si sposta in direzione della zona del Piceno. Sono fertili terre in cui si producono eccellenti vini. Merita una sosta per un bicchiere di rosso, ma anche per ammirare Acquaviva Picena. È un pittoresco borgo medievale, stretto attorno alle sue possenti mura e ai bastioni che servivano per proteggere la città. Stesso scopo anche per la robusta Fortezza, di epoca rinascimentale. Non è raro incontrare per le vie del paese, degli anziani intenti nell'antico mestiere di realizzare le "pajarole", i cesti di vimini: una maestria che sta pian piano scomparendo.

Arrivati ad Ascoli Piceno, la città delle cento torri, le sorprese non finiscono. Anzi, ci si trova davanti a una città straordinaria. Si parte da Piazza del Popolo, su cui affacciano il Palazzo del Capitano del Popolo, antica sede del potere, e la splendida Chiesa di San Francesco. La Cattedrale di San Emidio si trova invece in Piazza Arringo, in compagnia del trecentesco Battistero e del Palazzo dell'Arrengo, oggi sede del Municipio e della Pinacoteca Civica. Ancora una visita a un edificio religioso, per ammirare la magnifica Chiesa dei santi Vincenzo e Anastasio, iniziata in epoca romanica, ma completata solo nel XIV secolo.

Una lunga visita come quella che merita Ascoli Piceno non può non essere bilanciata da una sosta per rilassarsi. E quale posto migliore di Acquasanta Terme, conosciuta fin dal tempo degli antichi Romani per le qualità curative delle sue acque. Oggi un moderno centro termale permette ai visitatori di concedersi un soggiorno di salute e relax, prima di affrontare la "salita" ai Monti Sibillini.

È da Arquata del Tronto che si comincia a respirare l'aria di montagna. Da qui partono le escursioni nel Parco dei Monti Sibillini, per visitare il Monte Vettore. Ma Arquata è conosciuta soprattutto perché nella sua Chiesa di San Francesco ospita una riproduzione della Sacra Sindone, la cui origine è altrettanto misteriosa. La storia racconta che nel Seicento questo telo di lino sia stato sovrapposto all'originale conservato a Torino, il quale ha lasciato un'impronta del tutto identica a quella della Sindone.

L'ultima tappa di questo viaggio è Visso, nota per la produzione del ciauscolo, il salame morbido marchigiano, nonché sede del Parco dei Monti Sibillini. Annoverata fra i borghi più belli d'Italia, Visso vanta un suggestivo centro storico. Le sorprese più incredibili le riserva l'ex sacrestia della Chiesa di Sant'Agostino. In questo spazio sono stati allestiti ben due musei, uno più straordinario dell'altro. Dalla raccolta di oltre duecento fra opere pittoriche e sculture lignee del Museo dell'Arte Sacra, si passa alla scoperta del mondo interiore di Giacomo Leopardi, il poeta di Recanati. È qui infatti che si trova il singolare Museo dei Manoscritti Leopardiani, che annovera fra le sue carte perfino l'originale dell'"Infinito" del Leopardi.