Benvenuti in Sicilia. Ma non quella delle spiagge bagnate da un mare limpidissimo (che pure merita da solo il viaggio), bensì quella dell'entroterra. Una Sicilia più intima, dove magnifiche città nascondono tesori inestimabili. Insomma, un viaggio al centro della Sicilia che non ha nulla da invidiare a quello "coast-to-coast".

Si parte da Caltagirone, dove tutto parla dell'antica fabbricazione delle ceramiche. Dai negozietti che riempiono le strade con la loro merce variopinta ai palazzi decorati con le maioliche. Il vero colpo d'occhio, però, lo regala la Scalinata della Chiesa di Santa Maria del Monte. Anche qui le protagoniste sono le maioliche che decorano i 142 scalini. Per i fortunati che hanno l'occasione di visitare questa città nelle due feste, quella dell'Infiorata e quella della Luminaria, la Scalinata regala un colpo d'occhio ancora più suggestivo. A maggio, in occasione dell'Infiorata viene riempita di fiori variopinti. Il 24 e 25 luglio o il 14 e 15 agosto, durante la Luminaria, le scale sono ricoperte da circa quattromila fiammelle che fanno risplendere le maioliche anche di notte.

Nota in tutto il mondo per i suoi mosaici è invece Piazza Armerina. I bikini delle donne al bagno o le bestie feroci della savana ritratte in scene di caccia grossa sono scene che tutti hanno visto sui libri di storia. Si tratta di una villa rurale di ricchi romani, la Villa del Casale, costruita fra il III e il IV secolo d.C. La sua particolarità sta nell'eccezionale stato di conservazione della villa e dei suoi mosaici e nel percorso aereo su passerelle che regalano una magnifica visione d'insieme e permettono di visitare le quaranta stanze senza calpestare le loro preziose decorazioni.

L'"omphalos", cioè l'ombelico della Sicilia, è la città di Enna. Questo è precisamente il centro dell'isola, ma ha anche la particolarità di essere il capoluogo di provincia più alto d'Italia. La posizione di Enna è talmente strategica, sulla catena dei Monti Erei, da essersi meritata il soprannome di "urbs inexpugnabilis", città inespugnabile. E in una città così non poteva mancare una fortezza altrettanto inespugnabile. È il Castello di Lombardia, così chiamato perché qui erano stanziate le truppe lombarde. La sua costruzione, come quella dell'ottagonale Torre di Federico II, risale al Trecento e si deve proprio all'imperatore di Svevia, che qui assunse il titolo di Re di Trinacria. La Torre, con i suoi 24 metri di altezza, era la residenza estiva di Federico II. Nel Castello di Lombardia, invece, fu riunito per due volte il Parlamento del regno svevo e all'epoca dei Borboni divenne un carcere di massima sicurezza. Oggi è possibile visitarlo e vale la pena di salire soprattutto in cima alla Torre Pisana, l'unica rimasta in piedi, per godere di una vista a perdita d'occhio che arriva fino all'Etna.

Ultima tappa di questo viaggio è Caltanissetta. Il suo nome è arabo, "Qalat-an- Nisa", e il suo cuore è di roccia. Fino a pochi decenni fa, infatti, l'economia di questa città ruotava attorno all'estrazione dello zolfo. A ricordare quest'antica ricchezza, il Museo mineralogico, paleontologico e della zolfara. Per gli appassionati di arte, invece, il centro storico di Caltanissetta è una vera sorpresa. Si susseguono le chiese barocche, costruite attorno al Seicento, ma all'interno di molte di queste, si può ammirare la mano di un noto pittore fiammingo, Guglielmo Borremans. Arrivato a Caltanissetta intorno al 1720, lasciò la sua impronta in molte chiese, fra le quali la Cattedrale dedicata a Santa Maria La Nova e a San Michele, dove si possono ammirare i suoi affreschi sulla volta della navata centrale.