Dall'antica ''"Caere" alla città-stato di Vulci, in quella parte di Lazio che un tempo era dominata dagli Etruschi. Questa civiltà dominò tutto il centro Italia per secoli, prima ancora che gli antichi romani creassero il loro impero. Diversi i segni del loro passaggio che gli etruschi hanno lasciato e che sono rimasti intatti, dopo quasi tre millenni, fino ai giorni nostri. Un popolo di grandi architetti, che hanno concentrato la maggior parte dei loro sforzi nella costruzione di città dei morti, dove i loro defunti sono diventati immortali. Siti archeologici di eccezionale importanza, che l'Unesco ha riconosciuto Patrimonio dell'Umanità.

Alla scoperta della cultura degli antichi etruschi, si parte dalla meravigliosa Necropoli Monumentale della Banditaccia di Cerveteri, un tempo nota come "Caere". Circa quattrocento tumuli raccontano la storia e la vita quotidiana di questo ancora misterioso popolo. Lungo la principale via degli Inferi, si intersecano decine di strade perpendicolari, che creano un reticolato urbano del tutto simile a una città dei vivi. È questa la caratteristica unica di questo sito archeologico, dove non mancano i sepolcri diventati ormai famosi: dalla Tomba dei rilievi alla Tomba delle cinque sedie, dalla Tomba dell'Alcova alla Tomba dei Capitelli.

Non si può però lasciare Cerveteri senza aver visitato il suo centro storico. Interessante la Chiesa di Santa Maria Maggiore, il cui impianto moderno si innesta nel preesistente edificio medievale. Imponenti il Castello e la Rocca, mentre è curiosa la Fontana del Mascherone, costruita nel 1881. Tappa obbligata è il Museo Nazionale Cerite, un lungo percorso espositivo che ricostruisce la storia degli etruschi e dell'antica Caere.

Da una necropoli patrocinata dall'Unesco, si passa a un'altra altrettanto interessante e ugualmente protetta: la Necropoli di Monterozzi, a Tarquinia. Se la caratteristica della Banditaccia è il tessuto urbano del sito, in questo caso la particolarità risiede nelle pregevoli pitture che si possono ammirare sulle pareti dei tumuli. Il sito è costituito da circa 150 sepolcri, ma solo pochi sono visitabili. Fra questi, le Tombe del Cacciatore, dei Giocolieri, della Pulcella, Cardarelli, della Fustigazione, del Fiore di Loto, delle Leonesse, dei Gorgoneion, dei Caronti, dei Leopardi, delle Baccanti, della Caccia e Pesca. Entrare in ciascuno di questi sepolcri è come fare un viaggio nel passato per riscoprire le abitudini quotidiane degli antichi etruschi.

Un piccolo gioiello anche il centro storico di Tarquinia, con le sue torri medievali che svettano sull'abitato. La Chiesa romanica di Santa Maria di Castello e la trecentesca Chiesa di Santa Maria Valverde sono gli edifici di culto più importanti. Ma è a Palazzo Vitelleschi che si trova un'altra interessante collezione di reperti etruschi. Si tratta del Museo Nazionale Etrusco, nel quale si possono ammirare anche delle tombe ricostruite con le pitture originali.

Ancora una trentina di chilometri e si giunge a Canino. Da visitare la settecentesca Collegiata dei Santi Apostoli Giovanni e Andrea, un notevole contenitore denso di interessanti affreschi e sculture. Ma anche qui è il segno lasciato dagli etruschi a dare un significato particolare alla spettacolare natura di questi posti.

Lungo le rive del Fiume Fiora, si estendeva la gloriosa città-stato di Vulci, le cui rovine si possono ammirare grazie ai percorsi del Parco Naturalistico Archeologico Vulci. La Tomba Francois, il Laghetto del Pellicano e il Castello della Badia con il suo museo sono alcuni dei punti più interessanti che si possono raggiungere grazie a questi percorsi.