Il viaggio lungo la costa da Napoli fino a Castellammare di Stabia, soddisfa le diverse inclinazioni del turista che ha voglia di compiere un tuffo nel passato, ma che non disdegna di entrare in contatto con una natura ancora estremamente affascinante.

Effettuare una visita al Parco Nazionale del Vesuvio, facilmente accessibile dai diversi comuni dell'area vesuviana, è un'esperienza unica e divertente. Si può scegliere tra sei sentieri natura circolari, un sentiero educativo, un sentiero panoramico e un sentiero agricolo: quello che conduce al Gran Cono, ovvero al cratere del Vesuvio, è sicuramente tra i più frequentati. Il cratere ha un diametro di 700 metri ed è profondo 230 metri. Il percorso parte dal piazzale che si trova a quota 1000 metri sul livello del mare nel comune di Ercolano, al termine della SP Ercolano-Vesuvio. Man mano che si sale si può godere di un panorama straordinario, nelle giornate più terse è possibile contemplare perfino le isole di Capri e Procida. Nel parco la vegetazione è esplosa in tutta la sua bellezza: pini, olmi, castagni costeggiano gli itinerari, mentre, durante la stagione calda, sono soprattutto le ginestre con il loro inebriante profumo a farsi sentire. Qui la ginestra dell'Etna fu portata nel 1906 e riuscì a svilupparsi immediatamente. Qua e là, poi, alcune fumarole segnalano lo stato di attività del vulcano.

Ad Ercolano si può compiere una visita agli scavi archeologici di notevole pregio, meno visitati rispetto a quelli di Pompei, dal 1999 annoverati nell'elenco dei beni Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Le case e le strutture rinvenute rivelano una cittadina viva e vitale all'epoca dell'eruzione del Vesuvio. C'era proprio tutto: da un'ampia palestra, nella parte orientale, con al centro uno spazio scoperto, nel quale si trovano una piscina di notevoli dimensioni ed una più piccola, alle Terme Suburbane, alle Terme Centrali, a numerosi edifici pubblici, come il Foro, la Basilica e il Sacello degli Augustali. Tra le abitazioni private spicca la Casa del Mosaico di Nettuno e Anfitrite, appartenuta ad un mercante, organizzata con estrema cura e giunta sino a noi in ottimo stato di conservazione, l'elegante Casa dei Cervi, e la Villa dei Papiri, così chiamata per il ritrovamento di oltre 1000 papiri. Poco distante dagli scavi, inoltre, si trova il Museo Archeologico Virtuale, nato recentemente, articolato su tre livelli, con un grande teatro auditorium e uno spazio destinato alle esposizioni.

Un'altra importante tappa del viaggio è Torre Annunziata, già amata da Goethe che lì soggiornò, come si legge nel suo "Viaggio in Italia". Grazie alla sua collocazione in un'insenatura - chiamata "Ventre della Vacca" - è diventata il terzo porto della Regione Campania. La città, che sorge ai piedi del Vesuvio, nella zona rossa, nasconde nel sottosuolo un inestimabile tesoro, quello delle Ville di Oplonti: si tratta di un importante complesso residenziale risalente alla metà del I secolo a.C. In particolare, la villa, attribuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell'imperatore Nerone, presenta le caratteristiche principali dell'architettura romana, con un ampio sviluppo dei porticati intorno al perimetro dell'edificio.

Pompei all'epoca romana era uno dei centri più sviluppati della zona. Meta di continui pellegrinaggi al Santuario della Madonna del Rosario, Pompei è altresì conosciuta per i celebri scavi archeologici che hanno riportato alla luce la città sepolta durante l'eruzione del Vesuvio del 79 a.C. Essi iniziarono per volontà del re Carlo di Borbone nel 1748: all'interno si possono seguire diversi percorsi e si impiegano alcune ore per conoscere a fondo la città, visitandone gli angoli più nascosti, e apprezzandone gli aspetti più inconsueti. Imponente la Basilica, sede degli affari e del palazzo di giustizia, così come il Teatro Grande, dove si tenevano gli spettacoli classici, esigenza particolarmente sentita in quel periodo. Tra gli edifici più importanti, la Villa dei Misteri, che prende il nome dall'affresco su fondo rosso che decora la sala tricliniare e la Casa del Fauno, la villa più lussuosa della Pompei sannitica, che si estende su un'area di 3000 metri quadrati.

Castellammare di Stabia, la meta finale di questo percorso, sorge ai piedi del Monte Faito, polmone verde della zona, ricco di faggi, lecci e castagni. Alla sommità di quest'oasi naturale, si trova l'omonimo villaggio, raggiungibile in pochi minuti in funivia da Castellammare, con un complesso sportivo ben attrezzato. È un piacevole ritrovo per una gita fuori porta, per un picnic all'aperto, dove godere aria buona, una gradevole frescura e ventilazione - ed un eccezionale scenario - grazie ai suoi 1131 metri d'altezza. Negli ultimi tre weekend di ottobre si tiene sul monte la tradizionale Sagra della Castagna. Castellammare segna l'accesso alla penisola sorrentina, ed è un'importante stazione termale'', con una tradizione antica, risalente all'epoca romana. Tre sono gli stabilimenti, Antiche Terme, Parco Idropinico e Nuove Terme'''. Queste ultime si estendono su una superficie di oltre 100mila metri quadri e rappresentano uno dei centri più moderni e attrezzati d'Europa.