Perdersi in un labirinto, oppure improvvisarsi attori della Commedia dell'Arte. Solo alcuni dei modi che i nobili veneziani del Settecento sceglievano per passare il tempo in maniera spensierata durante la loro villeggiatura sulla Riviera del Brenta. Luoghi magici dove si incontrano le ville testimoni di questi giochi aristocratici. Un percorso fluviale che si può ripercorrere in puro stile settecentesco, sulle tipiche imbarcazioni che portavano i ricchi veneziani alle loro residenze estive: il "burchiello", una sorta di "stanza mobile" che ancora oggi percorre il tragitto che va dalla provincia di Padova, verso Venezia, alla foce del Brenta.

Nel corso di questa crociera, la prima residenza che si incrocia è Villa Foscarini-Negrelli-Rossi. Ricorda le ville palladiane, specialmente per l'ampio pronao con cui si presenta. Ma la visita all'interno riserva una sorpresa: qui si trova una curiosa collezione, il Museo Rossimoda della calzatura d'autore. Una specie di catalogo delle scarpe femminili più eccentriche prodotte negli ultimi cinquant'anni. Per completare il quadro, anche una collezione di arte moderna, che conta dei disegni del maestro della Pop-Art Andy Warhol, che immaginò il suo ideale di scarpa.

A Villa Pisani la visita può partire dal suo giardino settecentesco, dove i viali si susseguono ai roseti, le serre ai giochi d'acqua. Particolarità di questo giardino è il labirinto, dove i nobili ospiti giocavano a rincorrersi. In questa "Versailles veneziana", l'architettura non è da meno e testimonia la ricchezza e la potenza della famiglia che ne volle la costruzione. Alvise Pisani fece costruire questa villa per celebrare la sua elezione a doge di Venezia. L'esterno si presenta come una villa palladiana, con un ampio timpano centrale e una balconata sostenuta da cariatidi. All'interno, gli affreschi decorano l'intera struttura, raggiungendo l'acme dello splendore nel salone da ballo al primo piano, dipinto dal Tiepolo, che raffigurò la "Gloria di casa Pisani". Notevoli gli affreschi di un'altra residenza appartenuta alla stessa famiglia, Villa Lazara-Pisani, detta "Barbariga". Le pareti e i soffitti sono tutto un fiorire di rami, intervallato da scene agresti e cineserie.

Dolo è un bellissimo borgo simbolo della Riviera del Brenta, del quale era il centro principale fin dal Settecento. Molti dei suoi principali monumenti sono però risalenti al Cinquecento, come il mulino, lo "squero" dove si riparavano burchielli e gondole, Villa Bon e Palazzetto Ferretti-Mocenigo, realizzato da Vincenzo Scamozzi nel 1596. È del Settecento invece Villa Badoer de Chantal, che si trova nei pressi del ponte girevole. Nelle sue sale è stato allestito il Museo Etnografico del Villano, una collezione attraverso la quale si ripercorre la vita e le tradizioni contadine di queste zone. Nella vicina Mira Porte si può ammirare Villa Widmann Rezzonico Foscari, nel cui giardino si trova un grazioso laghetto attorno al quale, si racconta, il conte Widmann amava rappresentare con i suoi ospiti le opere della Commedia dell'Arte.

Al cospetto della cosiddetta "Malcontenta" si arriva all'ultima tappa. Si tratta di un'altra residenza, Villa Foscari, che si racconta sia stata abitata da una moglie infedele in esilio forzato. È l'unica di queste ville che si può attribuire al Palladio in persona. Una maestosa loggia ionica, affiancata da due rampe di scale, costituisce la facciata di questo edificio. Sono di Giovanni Battista Zelotti, discepolo del Veronese, gli affreschi che rappresentano temi mitologici e che decorano lo sfarzoso salone principale, centro vitale attorno al quale il Palladio progettò questo suo capolavoro.