Sui Castelli Romani alla ricerca dei sapori del Lazio. Basta un tour di pochi chilometri per scoprire pittoreschi borghi medievali e fermarsi ad assaggiare il famoso vino "de li Castelli", la porchetta, le coppiette di cavallo, il pane casereccio di Genzano o di Lariano.

Da Frascati in poi è tutto un susseguirsi di colori della natura, di sapori e di suggestioni. Basta affacciarsi da una delle terrazze del paese per godere l'incantevole panorama su Roma, che di notte assume un fascino straordinario con le luci della città che si estendono a perdita d'occhio. Prima di sedersi a tavola per assaggiare un bicchiere di Frascati, ottimo vino bianco e di un bucatino alla carbonara, c'è il tempo per una visita del pittoresco centro storico della città e soprattutto del Duomo dedicato a San Pietro, di foggia barocca. Poco distante da Frascati si trovano le rovine dell'antica Tuscolo. Benché il nome sia etrusco, era una città residenziale per ricchi romani, che ieri come oggi si godevano la vista della capitale dall'alto dei 610 metri di Tuscolo. Oggi, la presenza delle rovine rende il panorama particolarmente suggestivo.

Per respirare un po' di aria di santità basta arrivare a Castel Gandolfo. È qui che d'estate si ritira il Papa, nel bellissimo Palazzo Pontificio, edificato nel Seicento su progetto di Carlo Maderno. Seicentesca anche la Chiesa di San Tommaso da Villanova, la cui progettazione è attribuita a Gianlorenzo Bernini. Castel Gandolfo regala una suggestione particolare grazie alla vista che dona sullo specchio azzurro del Lago di Albano. Ed è proprio ad Albano Laziale la tappa successiva. Da qui la vista al lago si avvicina, ma il gioco è più che altro seguire la caccia ai tesori archeologici della città, già abitata al tempo dei romani. I resti della monumentale Porta Pretoria risalgono al II-III secolo a.C.; il Cisternone è invece un serbatoio d'acqua sotterraneo del II secolo tuttora funzionante. E nella Chiesa di Santa Maria della Stella, si può visitare quella che viene considerata la tomba dei leggendari Orazi e Curiazi.

Il motivo per spingersi fino ad Ariccia è sicuramente per assaggiare "in casa" la famosa porchetta. Nelle decine di "fraschette" (sono detti così i ristorantini dei Castelli) di questo paese si può assaggiare la magnifica porchetta, ma anche le coppiette e gli sfilacci di cavallo, gli altri salumi tipici di queste zone e il pane Igp delle vicine Genzano o Lariano, cotto rigorosamente a legna. Con l'approssimarsi della stagione delle piogge Lariano è anche una meta apprezzata dagli amanti dei funghi porcini.

Per il dessert, infine, vale la pena di andare a Nemi, dove le fragoline tipiche di questa città la fanno da padrone. L'ideale è assaggiare una delle crostatine alla crema con le fragole che si vendono nelle numerose pasticcerie di Nemi. Mangiare una di queste specialità su una delle terrazze sul Lago di Nemi è un'esperienza da non perdere. Se poi ci si avvicina al cratere di questo lago vulcanico si può visitare anche il Museo delle Navi, nel quale si possono ammirare i modelli in scala di due antichissime navi romane risalenti all'età imperiale. Rinvenute proprio nel lago, dopo un difficile recupero, le due navi furono però distrutte nel 1944 da un terribile incendio, forse opera delle truppe tedesche in ritirata.