Come Virgilio, nella Divina Commedia, guidava Dante nel suo viaggio nell'aldilà, lo spirito del "sommo poeta" oggi accompagna i visitatori nella sua città natale, Firenze. Una presenza importante, quella di Dante Alighieri, il padre della letteratura e della lingua italiana, che riporta il visitatore ai tempi in cui si fronteggiavano le fazioni politiche dei Guelfi e dei Ghibellini.

La porta da cui comincia questo viaggio non è quella dell'Inferno, bensì quella della Casa di Dante Alighieri. Più che la dimora dove realmente risiedeva (non si hanno certezze sull'esatta ubicazione della casa, ma sicuramente Dante abitava in questa strada), si tratta di un museo che ripercorre la sua storia e le sue opere. A pochissimi passi si trova la Chiesa di Santa Margherita de' Cerchi, dove Dante sposò Gemma Donati e vide per la prima volta la sua amata Beatrice Portinari. A confermare che si tratta della parrocchia di Beatrice, c'è il sepolcro del padre, Folco Portinari, e non si esclude che nella chiesa possano trovarsi anche le spoglie dell'amata di Dante.

È proprio nella Divina Commedia che viene raccontata la storia di Buondelmonte de' Buondelmonti, ambientata nei pressi di uno dei simboli di Firenze: il Ponte Vecchio. È nella vicina Torre Amidei che Buondelmonte venne ucciso dagli Amidei, a cui aveva fatto il torto di rifiutare una donna della famiglia per sposarne un'altra. Questa storia, a Firenze, venne però anche interpretata come una vendetta politica fra famiglie di opposte fazioni: gli Amidei erano ghibellini e i Buondelmonti guelfi. Sgomitando fra la folla di turisti, oggi il Ponte Vecchio dà l'occasione di uno sguardo alla torre, di una passeggiata fra i negozi eleganti e di una fotografia dell'Arno, il fiume fiorentino.

Un altro luogo della storica guerra fra guelfi e ghibellini è Piazza della Signoria. È ancora Dante a raccontare la sconfitta degli Uberti, famiglia ghibellina, le cui case vennero distrutte dai guelfi. Il vuoto che si venne a creare fu colmato proprio dalla creazione della piazza e dall'edificazione del Palazzo della Signoria e della Loggia dei Lanzi. Oggi la piazza e la loggia si presentano come una galleria a cielo aperto di sculture di enorme importanza storico-artistica. Molte delle sculture esposte sono però copie, per proteggere gli originali conservati al coperto. Tuttavia, rimane un incredibile sguardo d'insieme che restituisce le intenzioni di un ciclo allegorico laico, che doveva servire da esempio per i governanti. Si parte dal Marzocco e dalla Giuditta e Oloferne di Donatello (l'originale della prima è al Bargello e quello della seconda dentro Palazzo Vecchio) e si arriva al Perseo di Benvenuto Cellini, il cui originale si trova sotto la Loggia dei Lanzi.

Per ammirare gli originali di queste statue e respirare ancora l'aria della contesa fra guelfi e ghibellini, bisogna recarsi al Bargello. Era il vecchio Palazzo del Popolo: qui si amministrava la giustizia. Oggi questo enorme contenitore è diventato sede del Museo nazionale del Bargello, la cui ricchissima collezione vanta opere di Donatello (qui si trova anche il suo David), Michelangelo, Luca della Robbia, Benvenuto Cellini. Nella Cappella del Bargello, negli affreschi dipinti dalla scuola di Giotto si trova anche una raffigurazione dello stesso Dante Alighieri.

Un ultimo sguardo al volto del sommo poeta, nella Chiesa di Santa Maria Novella. Nella Cappella Strozzi, infatti, si trovano degli affreschi che raffigurano il giudizio universale secondo gli schemi danteschi. A vegliare sulla scena, gli eletti, fra i quali non poteva mancare lo stesso Dante Alighieri.