Cime innevate durante l'inverno, si scoprono, invece, in primavera e in estate, rivelando un manto verde intenso e lussureggiante: tra le vette dell'Appennino si nascondono piccoli sentieri meravigliosi, deliziosi borghi medievali, antiche e sontuose abbazie. È la provincia di Avellino, ovvero l'Irpinia, vivace cuore agricolo, ma anche industriale e commerciale della Campania, ai confini con la Puglia. In questa zona il clima è piacevolmente fresco d'estate, specie se si raggiungono certe altitudini, mentre è assai piovoso e rigido durante la stagione fredda.

Irpinia, ovvero terra di lupi. Il nome deriva dalla parola "hyrpus" che nella lingua degli Osci, popolo che anticamente abitava queste zone, significa appunto "lupo". E il lupo è diventato proprio il simbolo della provincia di Avellino.
In Irpinia ogni paese racconta tradizioni gastronomiche a base di ricette semplici e gustose: insaccati, formaggi, pasta fresca. Da provare le tagliatelle con la cipolla o gli ottimi liquori preparati dai monaci benedettini dell'Abbazia di Montevergine.

Irpinia è spesso sinonimo di torrone, una specialità che si produce in diverse parti d'Italia, da nord a sud, ma che qui ha sviluppato straordinarie peculiarità.
Già il poeta latino Marziale era solito parlare del 'cupeto', ossia di un dolce preparato con miele, nocciole e bianco d'uovo. Un ottimo 'cupeto' si può assaggiare a Ospedaletto d'Alpinolo, affascinante borgo medievale, a 8 km dal capoluogo Avellino, situato sulle pendici di Montevergine, circondato da castagni e faggi. Ospedaletto, dalla sua posizione, domina la conca di Avellino.

Da qui si può raggiungere assai agevolmente il Santuario di Montevergine, uno dei centri di devozione mariana più frequentati d'Italia, fondato da San Guglielmo da Vercelli nel XII secolo.
Oltre alla Basilica, meritano di essere visitati il presepe, con la sua ricca collezione proveniente da diverse parti d'Italia e del mondo, il Palazzo Abbaziale di Loreto - che oggi ospita la biblioteca pubblica - e lo splendido giardino nel cortile che circonda la struttura.

Nella zona cinta dai monti del Partenio e dai monti Picentini, si possono ammirare bellissimi vigneti: in queste zone la viticoltura irpina ha dato i suoi frutti migliori, arrivati sulle tavole degli italiani fregiandosi anche del riconoscimento Docg. Si tratta del Taurasi, del Fiano di Avellino e del Greco di Tufo.

Il comune di Taurasi celebra il suo nettare rosso granato con due prestigiose iniziative, la Fiera Enologica che si tiene ogni anno a metà agosto e l'Anteprima Taurasi, agli inizi di dicembre.
Questo vino corposo è ottenuto da uve di aglianico. Lapio, a pochi chilometri da Taurasi, è, invece, la patria del Fiano di Avellino, detto Latino per distinguerlo dai vitigni di origine greca, come il biondo Greco di Tufo, dal gusto fresco e minerale grazie alle grotte tufacee e alle cave di zolfo dell'omonimo comune di Tufo.

In poco meno di 30 minuti - i centri dell'Irpinia sono tutti assai vicini tra loro - si raggiunge anche Montefusco, a cavallo tra la provincia di Avellino e Benevento, oggetto di notevole attenzione negli ultimi anni per l'antica arte femminile della lavorazione del tombolo, di merletti, coperte e tovaglie. Nella piazza principale, sotto l'odierno municipio, si trova l'antico carcere di Montefusco.
Originariamente il carcere era però una fortezza, successivamente adattata a tribunale dagli Aragonesi nel 1743 e, infine, a carcere dai Borboni. Nei piani sotterranei sono ancora oggi visitabili le antiche celle, oggi restaurate.

Lungo questo itinerario dei golosi e dei gourmet non può mancare una tappa a Pietradefusi, città del torrone.
In particolare è opportuno fare un salto a Dentecane, una piccola frazione di Pietradefusi, non lontana da Venticano.
La strada principale del paese è, infatti, costellata di punti vendita dei principali torronifici della zona, una vera cuccagna per fare incetta del meglio della produzione irpina, approfittando anche di numerose offerte a prezzi convenienti.
Tra questi bisogna provare i "pannardini", ovvero torroncini farciti con pan di spagna imbevuto di liquore.

Scendendo verso sud, merita una visita certamente S. Angelo dei Lombardi, fondata durante il dominio longobardo.
Antica sede vescovile, S. Angelo dei Lombardi è un centro famoso per l'Abbazia del Goleto, uno dei luoghi più suggestivi di tutta la Campania, che ha fatto guadagnare al centro campano l'appellativo di "Assisi d'Irpinia".
Fu fatta costruire da San Guglielmo da Vercelli che ebbe la sua vocazione durante una sosta in Irpinia, mentre era in viaggio verso la Terra Santa.
L'Abbazia, attualmente affidata alla cura e alla gestione dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucald, è meta di fedeli in cerca di quiete, pace e raccoglimento, grazie al notevole fascino della sua mole austera.
Attraversando il Parco Regionale dei Monti Picentini si raggiunge Nusco, situato a oltre 900 metri e per questo definito il "balcone dell'Irpinia".

Nusco è celebre per la produzione del caciocavallo podolico irpino, ricavato dal latte delle vacche podoliche allevate al pascolo brado nella zona. Il caciocavallo - il cui nome deriva dal fatto che le forme di formaggio vengono appese per la stagionatura, a coppia, a cavallo di un sostegno - si presenta in forma tondeggiante, ha una caratteristica crosta liscia e sottile che s'ispessisce durante la maturazione.
Se ben stagionato, il caciocavallo podolico può essere servito come antipasto, insieme a salumi e insaccati, abbinandolo proprio ai vini locali quali il Greco di Tufo o al Fiano di Avellino.

Attraverso la statale Ofantina, da Nusco si arriva a Montella, patria della castagna, la più rinomata tra le diverse qualità di castagne prodotte in provincia di Avellino. La "Castagna di Montella" è primo ed unico caso in Italia di prodotto ortofrutticolo, che nel 1996 ha ottenuto il riconoscimento I.G.P. Da provare, durante il periodo natalizio, la famosa "Castagna del Prete", realizzata con le castagne in guscio essiccate, tostate e successivamente idratate con acqua.

A pochi chilometri da Montella, si trova, infine, Bagnoli Irpino, sulla valle del Calore, dove si tiene nel mese di ottobre la sagra delle castagne e del tartufo. Il tartufo nero qui è frequentemente usato come ottimo complemento della gastronomia locale.