È nei dintorni del colle del Quirinale il centro principale dei fasti del Barocco a Roma. Nel Palazzo del Quirinale, che oggi è sede della Presidenza della Repubblica, un tempo si rifugiavano i papi per rinfrescarsi nei mesi più caldi. Erano i tempi della rivalità fra Gianlorenzo Bernini e Francesco Borromini, nonché di papi provenienti da nobili famiglie, come quelle dei Barberini, Pamphili e Chigi. Al Bernini si devono alcuni interventi richiesti da papa Urbano VIII: il Torrione circolare e la Loggia delle Benedizioni. Di fronte al Palazzo si trovano le antiche Scuderie papali, oggi riadattate a centro espositivo dopo un restyling affidato all'architetto Gae Aulenti.

Poco distanti, due capolavori che contrappongono il Bernini e il Borromini nel giro di pochi metri. La Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale del Bernini è considerata la perla del Barocco per la preziosità dei materiali utilizzati nella sua realizzazione. Mentre la Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane è del Borromini e si trova in un angolo di uno dei più noti incroci della capitale, caratterizzato appunto dalle quattro fontane. Quest'ultima è un'opera di grande valore architettonico in cui il Borromini evitò l'utilizzo del marmo per affidare la sua creatività alla malleabilità degli stucchi. Il risultato è un ondeggiare di forme concave e convesse che lascia senza fiato al cospetto della facciata.

Non molto lontano, a pochi passi dalla strada della dolce vita, via Veneto, si trova un altro capolavoro del Bernini. È la scultura che rappresenta l'Estasi di Santa Teresa, collocata nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria. La santa è immortalata nel momento in cui scrisse di essersi sentita "incendiata dall'amore di Dio" perché un angelo le aveva trafitto il cuore. Ancor più conosciuta è l'opera del Bernini collocata nel mezzo di Piazza Navona: la Fontana dei Fiumi. Le figure antropomorfe dei quattro principali corsi d'acqua (Rio della Plata, Nilo, Danubio e Gange), che rappresentano rispettivamente i continenti conosciuti fino al Seicento, reggono un obelisco egizio posto al centro.

Sempre a piazza Navona, affacciata sulla fontana del Bernini, si trova una magnifica chiesa barocca, opera del rivale Borromini. È la Chiesa di Sant'Agnese in Agone, che altro non era che la cappella di famiglia dei nobili Pamphili, la cui residenza si trova a lato. Poco distante, un altro capolavoro del Borromini, la Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, antica cappella universitaria. In questo caso i committenti furono i Barberini, cui l'architetto rese omaggio concependo una pianta esagonale, con lo scopo di ricordare il simbolo della nobile famiglia, l'ape. Notevole anche l'interno della cupola, con la sua forma a spirale, che ricorda quella di una conchiglia.

Infine, un'altra opera che rese immortale il nome di Gianlorenzo Bernini: il colonnato di San Pietro. Quattro file, per un totale di 284 colonne, per creare l'inconfondibile forma a ellissi della piazza tra le più famose al mondo. Altrettanto imponenti anche gli interventi che il Bernini fece all'interno della Basilica di San Pietro. Da una parte, i monumenti funebri di Papa Urbano VIII Barberini e di Alessandro VII Chigi, dall'altra il sontuoso baldacchino collocato esattamente sotto la cupola, nel luogo in cui si pensa che sia stato sepolto San Pietro. Con i suoi 29 metri di altezza, colpisce il visitatore per le sue dimensioni e la sua bronzea imponenza.