In passato i Monti Lattari rappresentavano un punto di riferimento per tutta la popolazione della penisola sorrentino-amalfitana. Molti erano, infatti, le strade che attraversavano le "montagne della costiera" e che permettevano di collegare tutte le località della Costiera Amalfitana con Sorrento. Oggi i sentieri dei Monti Lattari attraversano diverse aree naturalistiche e basta calzare un buon paio di scarpe da trekking per scoprire i segreti e le bellezze dell"altra costiera".

Uno dei più famosi è sicuramente il Sentiero degli Dei, l'antica strada che i romani avevano dedicato al culto di Cerere e Minerva. Il percorso più comune parte da Bomerano e continua verso Ravello, Praiano, Nocelle, Montepertuso e Santa Maria del Castello ma, per unire le bellezze paesaggistiche con la visita ai principali siti archeologici, è consigliabile muoversi da Vettica Maggiore, un piccolo borgo situato tra Amalfi e Positano.

Attraverso una comoda scalinata si raggiungere il complesso di San Domenico, la chiesa di Santa Maria a Castro del XI secolo e il Convento Domenicano. Dopo mezz'ora di marcia verso la frazione di Nocelle, si arriva nel punto più celebre del Sentiero degli Dei, quello che, attraverso grotte, boschi e pinete conduce al belvedere dove ammirare lo strepitoso panorama su tutto il Golfo di Napoli. Poco impegnativo e sicuramente piacevole da affrontare, il Sentiero degli Dei dura più o meno tre ore. A Nocelle è possibile rifocillarsi e poi utilizzare i servizi pubblici per tornare a Positano o nei diversi comuni della costiera.

Un dei più antichi percorsi della Costiera è quello che della Valle delle Ferriere, una riserva naturale situata tra Ravello e Amalfi che copre una superficie di oltre 400 ettari. Partendo da Atrani, alle porte di Amalfi, si prosegue verso il vallone del torrente Dragone per giungere a Pontone e, infine, alla Valle delle Ferriere. Un'altro interessante percorso è quello della Valle dei Mulini di Amalfi, un'altra area storico-naturalistica di grande interesse dove si trovano le rovine dei mulini che alimentavano le antiche cartiere per la produzione della "carta bambagina" amalfitana, una qualità talmente pregiata che, nel XIII secolo, Federico II ne vietò lo sperpero ingiustificato.

La passeggiata di Punta Campanella, invece, si distribuisce nella parte estrema della Penisola Sorrentina, una località in cui greci e romani edificarono numerosi templi alla dea Athena/Minerva. Il percorso, facilmente raggiungibile anche da Sorrento, parte da Piazza Santa Croce di Termini, tocca Nerano, Monte San Costanzo, Marina di Cantone, Marina di Recomone e termina nella frazione di Torca a Massa Lubrense.

Dopo mezz'ora di cammino si incrocia un primo belvedere dal quale si gode di un'ottima vista sulla Torre di Fossa di Papa e su Capri. Grazie a un piccolo sentiero si giunge al punto estremo della Penisola Sorrentina, sorvegliata dalla trecentesca Torre di Punta Campanella, dal quale si può ammirare il profilo di Capri e l'intero Golfo di Napoli.
Lungo il percorso si possono ammirare numerosi fortini, come Torre Fossa e Torre di Mont'Alto, la Cappella di S. Antonio di Padova al Cantone e le chiese di S. Salvatore in Nerano e di S. Tommaso Apostolo in Torca. Le limpide acque che circondano il lembo estremo della penisola sorrentina sono protette dall'Area Marina di Punta Campanella, un parco marino istituito nel 1997 che ha consentito di preservare la bellezza di questo straordinario angolo della Costiera Amalfitana.