Una città imperiale a quaranta chilometri da Roma. Non è un'antagonista dell'Urbe, bensì il rifugio di un imperatore che si innamorò di Tivoli, città strategica perché bagnata dal fiume Aniene e ricca di fonti termali. La vicina Bagni di Tivoli è ancora oggi una nota località termale, ma al tempo dei romani vasche benefiche facevano parte di Villa Adriana. Una città nella città che l'imperatore Adriano volle costruire dal 118 al 138 dopo Cristo. Venti anni di lavori che consacrarono Tivoli, l'antica Tibur, nella storia. Diversi secoli più tardi, un altro potente uomo di Roma fu attirato dalla tranquilla bellezza di Tivoli: il cardinale Ippolito D'Este. Era il 1550 e il cardinale chiamò Pirro Ligorio per progettare la sua villa. Così nacque Villa D'Este, altro capolavoro di Tivoli, che vanta un magnifico giardino all'italiana, pieno di fontane che sfruttano proprio le acque dell'Aniene. Ancora il fiume protagonista di un'altra residenza, Villa Gregoriana. Questa elegante villa ottocentesca vanta una vista esclusiva su una cascata dal getto di oltre 100 metri, formatasi proprio in seguito alla deviazione delle acque del fiume Aniene.

Abbandonato il fiume si passa ai poco conosciuti laghi del reatino. Gli appassionati di bird watching non si saranno fatti sfuggire questo piccolo paradiso, protetto nella Riserva naturale dei laghi reatini, che organizza anche sentieri di trekking. Nel silenzio di questi luoghi, non mancano le sorprese, specialmente per chi cerca un po' di sacralità. È qui che San Francesco d'Assisi compì parte del suo percorso di fede. Due i luoghi della sua memoria a Poggio Bustone: la Chiesa Conventuale di San Giacomo Maggiore (dove si può ammirare un magnifico ciclo pittorico sulla vita del santo) e il Santuario del Sacro Speco, una chiesa rupestre dove il frate soleva ritirarsi in preghiera. Ancora agiografia francescana a pochi chilometri da Rieti. Il Convento di Forte Colombo è anche detto Sinai francescano. La storia racconta che qui il frate ebbe la visione del Cristo dopo che i suoi occhi malati erano stati cauterizzati.

Arrivati a Rieti ci si trova finalmente nel centro della Sabina, che prende il nome dall'antico popolo dei Sabini, che abitò questi luoghi. Non solo, Rieti è considerata (erroneamente) anche il centro dell'Italia, o meglio l'"Umbilicus Italiae", come era stato affermato anche dal latino Marco Terenzio Varrone (116-27 a. C.), e come è ricordato dalla pietra posta in Piazza San Rufo. Il centro storico di Rieti cattura per la sua atmosfera "aristocratica", come la definì lo scrittore Guido Piovene negli anni Cinquanta. I suoi maggiori capolavori sono il Duomo dell'Assunta e il vicino Battistero: origini romaniche per entrambi, ma il primo ha un aspetto barocco per via dei rimaneggiamenti successivi. Nel Palazzo Comunale, eretto nel XIII secolo e rimaneggiato nel XVIII secolo, si può anche visitare il Museo Civico, un percorso di opere e reperti che illustrano la storia della città.

Per gli amanti della montagna e degli sport invernali, Rieti è una rinomata stazione sciistica ai piedi del Monte Terminillo. Oppure, avvicinandosi al confine abruzzese, si entra nel Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Un ottimo punto di partenza è la verdeggiante Conca di Amatrice, da cui si dipartono sia sentieri di trekking in pianura, che in montagna, per chi è più esperto. Un po' di moto in mezzo alla natura, prima di concedersi una sosta gastronomica. È in questa zona, ad Amatrice, infatti, che è nata la famosa Pasta all'amatriciana, piatto simbolo della cucina tipica del Lazio.