"In Europa ci sono due capitali: - diceva lo scrittore Stendhal - Parigi e Napoli". Oggi non è più capitale, ma Napoli conserva ancora i fasti di una città reale, dalla quale dipendevano le sorti del resto del regno. È per questo che nella sua storia è stato sempre fondamentale difenderla con grandi costruzioni, imponenti castelli collocati in posizioni strategiche a cui si potevano controllare tutti gli accessi, via terra e via mare.

Il più antico è Castel Capuano, il cui nome viene dalla porta della città vicino alla quale è stato costruito: Porta Capuana. Era appunto la strada che da Napoli entrava nella città, principale accesso via terra. Furono i normanni a volere qua una loro inespugnabile fortezza, per difendersi, ma anche per avere un palazzo reale nella seconda metà del XII secolo. Il castello fu ampliato da Federico II di Svevia e rinnovato anche da Ferdinando I d'Aragona. Fu il vicerè Pedro de Toledo, però, a volerne la sua trasformazione in palazzo di giustizia nel 1540, per riunirvi all'interno tutti i tribunali di Napoli. È per questa trasformazione che l'aspetto attuale non è quello di un castello, ma di un imponente edificio squadrato che da allora venne chiamato "Palazzo della Vicaria". Anche se non ospita più il tribunale, Castel Capuano rimane simbolo della giustizia a Napoli, tanto che ancora oggi si svolge nelle sue sale l'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Secondo per età a Castel Capuano, Castel dell'Ovo sorge sul luogo di millenarie leggende. Venne edificato, infatti, sull'Isolotto di Megaride dove la tradizione racconta che sia approdata la sirena Partenope. Questo posto venne quindi scelto dal patrizio romano Lucullo per edificare la sua ricca villa e, si racconta, qui il poeta Virgilio, considerato anche un mago, lasciò un uovo nascosto in una gabbia, a reggere le fondamenta. È su questo uovo, che dice la leggenda sia stato costruito il castello voluto da Ruggiero il Normanno come residenza reale nel 1140. Ed è all'uovo di Virgilio che si deve il nome del castello. Se il primo nucleo è normanno, l'aspetto attuale di Castel dell'Ovo risale al periodo degli Aragonesi. Simbolo della città, è oggi sede ideale per eventi speciali grazie alle sue terrazze sul mare da cui si può ammirare tutto il Golfo.

Anche il Maschio Angioino, nonostante già dal nome si capisca che sia stato voluto dagli Angiò, ha un aspetto tipicamente aragonese. Fu Carlo I d'Angiò, nel 1266, a volerne la costruzione, quando salì sul trono partenopeo e traferì la capitale da Palermo a Napoli; ma fu Alfonso d'Aragona che ne stravolse l'esterno, chiedendo ai suoi architetti di costruire un portale a foggia di Arco di Trionfo, per celebrare i successi della sua dinastia. È così che il Maschio Angiono appare maestoso sulla Piazza Municipio su cui affaccia, mentre guarda da un lato il Palazzo Reale, dall'altro il Porto. L'interno del castello è anche visitabile, dal momento che ospita il Museo civico della città di Napoli, il cui percorso porta a visitare anche l'antichissima Cappella Palatina, uno dei pochi ambienti rimasti invariati dal tempo dei normanni.

Lontano dai punti di accesso della città, Castel Sant'Elmo però li controlla tutti, grazie alla sua posizione panoramica sulla collina del Vomero. Ed è proprio la sua posizione ad essere la vera attrazione di questa antica fortezza inespugnabile. Da qui si ha una vista a trecentosessanta gradi sulla città, dal Golfo di Napoli al Vesuvio, passando per la fitta rete dei vicoli partenopei. È un gioco quello di soffermarsi a riconoscere le cupole delle chiese, piuttosto che le sagome degli altri castelli: è qui che il motto "vedi Napoli e poi muori" assume un senso, perché si rimane senza fiato.