I carruggi sono le strette vie di Genova che si dipartono da Sottoripa, cioè dal centro storico medievale della città. Poi c'è la Creuza, la mulattiera o scalinata che parte dalle alture collinari e scende ripidamente a valle. Oppure a mare, e in questo caso si chiama Creuza de ma (cioè di mare). Chi conosce le canzoni di Fabrizio De Andrè l'ha sentita spesso nominare, forse non sapendo neanche di cosa si trattava: il cantautore genovese dedicò un intero album in dialetto a queste anguste e pittoresche viuzze (Creuza de ma, 1984). Così come chi conosce le canzoni di De Andrè non può non conoscere Via del Campo, il cuore dei carruggi genovesi, dove i turisti e viaggiatori si confondono con gli estimatori di De Andrè che affollano il negozio-museo di Gianni Tassio, dedicato al cantautore genovese.

Con l'immancabile fetta di focaccia (o fugassa) in mano, acquistata in qualche forno nei carruggi, si scende verso il mare e si arriva nel Porto Vecchio. Qui di vecchio c'è rimasto poco dopo le Colombiadi del 1992 che hanno completamente cambiato l'aspetto di questo posto. Il Bigo, in particolare, ha stravolto lo skyline del porto. Si tratta di un singolare ascensore rotante che merita sicuramente una visita per godere di una vista mozzafiato sulla città. Imperdibile anche l'Acquario di Genova, uno dei più grandi d'Europa. Oltre 70 vasche, nelle quali si susseguono centinaia di specie di pesci e non solo: ''pinguini, foche, delfini e squali sono gli ospiti più famosi dell'Acquario. Poco distante si trova anche il Museo dell'Antartide, unico in Europa dedicato alla glaciale regione. La Bolla realizzata dall'architetto Renzo Piano''' completa il quadro di modernità di questo porto.

È tornando fra i vicoli di Genova che si incontrano altri due celebri cittadini genovesi. A Giuseppe Mazzini, padre dell'unità d'Italia, è dedicato il Museo del Risorgimento. Mentre la casa in cui Cristoforo Colombo visse dall'età di 4 anni è diventata un museo''', che racconta la vita del navigatore prima di imbarcarsi per la sua eccezionale avventura.

Un altro simbolo di Genova è la Lanterna. Non è altro che il Faro della città, ma la sua altezza (117 metri) e la possibilità di salire sulla terrazza di una delle due torri lo rendono unico. Da qui è possibile ammirare Genova da una posizione che lascia senza fiato. Anche se una buona alternativa per chi volesse scegliere un'altra prospettiva potrebbe essere una delle tante gite in battello che partono dal porto per godersi Genova dal mare.

E sempre tenendo di vista il mare si attraversano i cinque chilometri di Corso d'Italia. Da un lato gli stabilimenti balneari, dall'altro le ville aristocratiche. Qui ci si trova al cospetto di una Genova un po' più intima, che diventa pittoresca quando si arriva a Boccadasse. Antico borgo di pescatori, Boccadasse non ha perso la sua peculiarità e ancora oggi regala il suo inconfondibile "sapore di mare", celebrato da un altro genovese, Gino Paoli.