Il nome Grado viene dal latino "gradus", che significa porto. I romani costruirono questa città come scalo marittimo della vicina Aquileia e la dotarono anche di un solido castrum. Questa fortificazione fece da rifugio per gli abitanti di Aquileia messi in fuga dagli Unni di Attila. La discesa dei barbari pose fine anche al patriarcato di Aquileia, che venne trasferito proprio a Grado. Sede di questo predominio religioso per più di otto secoli fu la splendida Basilica di Sant'Eufemia (579 d.C.), che ancora oggi si mostra al visitatore con il suo meraviglioso pavimento musivo. Sono 700 metri quadrati di mosaici raffiguranti motivi geometrici e di tema bizantino. Poco distanti, si trovano anche il Museo Lapidario, in cui si possono ammirare statue ed epigrafi antiche, e il Battistero ottagonale, anch'esso pavimentato con uno splendido mosaico.

Fra le sue calli e i campielli che fanno somigliare Grado a Venezia, si scoprono anche altri tesori. La Basilica di Santa Maria delle Grazie è uno di questi. È una chiesa unica, caratterizzata da una costruzione su due livelli, dovuta alla sovrapposizione di due progetti diversi. La chiesa, infatti, fu cominciata per volere del vescovo Cromazio nel IV secolo, ma venne completata dopo circa duecento anni su iniziativa del vescovo Elia. Da visitare anche i resti della Basilica della Corte, di cui purtroppo non restano che i resti del pavimento musivo, protetti da una copertura di vetro e visitabili grazie a un sistema di passerelle.

La tappa successiva non può che essere Aquileia. Qui il patriarcato era stato insediato in seguito all'Editto di Costantinopoli e la più importante testimonianza di questa sede religiosa è la Basilica dei Patriarchi. Questa bellissima chiesa, ha subito numerosi rimaneggiamenti. La sua base paleocristiana venne coperta dalla basilica vera e propria nel IX secolo, ma l'aspetto esterno di foggia romanica che si vede oggi è dovuto a un ulteriore ritocco voluto dal vescovo Popponio nella prima metà dell'anno mille. Della sua origine paleocristiana rimane una chiarissima traccia: 760 metri quadrati di mosaici che ne fanno il pavimento musivo più esteso di tutto l'Occidente cristiano. Per comprendere meglio la storia religiosa di Aquileia non si può tralasciare una visita al Museo del Patriarcato. Da non perdere anche il Museo Paleocristiano, in cui sono conservati mosaici provenienti da chiese ormai distrutte e meritano una visita anche i mosaici della Basilica di Monastero.

A Palmanova sembra di fare un salto temporale indietro di molti secoli. Con la sua pianta a forma di stella a nove punte è una città ideale del Rinascimento. Al centro della città, la piazza esagonale su cui svetta il Duomo.

A pochi chilometri, in direzione di Passariano, si trova un altro capolavoro del Rinascimento. Si chiama Villa Manin ed è intitolata all'ultimo doge di Venezia, Ludovico Manin, che qui trascorreva le sue vacanze. È in questa splendida residenza che è stato firmato da Napoleone Bonaparte il Trattato di Campoformio nel 1797, che sancì la fine della Repubblica della Serenissima e l'assegnazione di Venezia ad Asburgo. Oggi, questa bellissima villa è anche sede di un Centro d'arte contemporanea e di un curioso Museo delle Carrozze.