C'è un posto in Italia dove in pochissimi chilometri sono concentrate delle spiagge meravigliose, che affacciano su un mare dai colori intensi, e montagne alte anche duemila metri, con paesaggi alpini e piste da sci. Questa è la costa tirrenica della Calabria, quella che guarda alla Sicilia, fra Scilla (sul mare) e Gambarie (in montagna). Un posto dove gli amanti degli sport acquatici e delle immersioni trovano pane per i loro denti, così come gli appassionati sciatori e tutti coloro che amano passeggiare nella natura. Senza dimenticare chi preferisce sedersi a tavola e godere delle meraviglie che la terra sa donare e che l'uomo sa creare con la sua antica sapienza.

È dalla Costa Viola e più precisamente da Scilla che comincia questo viaggio. Il Castello Ruffo, uno dei più belli della Calabria, in mezzo, a fare da spartiacque ai due volti di questa città che poggia le sue radici nella leggenda. Stando alla mitologia, infatti, a Scilla risiedeva un imponente mostro che, insieme a Cariddi posizionato sulla sponda opposta, divorava i naviganti che passavano per lo stretto. Oggi nessun pericolo attende i bagnanti che possono scegliere, da un lato, di godere della lunghissima spiaggia di Marina Grande o, dall'altro lato, di approfittare delle calette più raccolte del Rione Chianalea. Quest'ultimo è un caratteristico borgo di pescatori affacciato direttamente sul mare. Le stesse case poggiano le loro fondamenta nell'acqua. Qui gli scorci pittoreschi non mancano, per una cartolina della Calabria più profonda.

Bastano pochi chilometri verso l'entroterra per abbandonare i paesaggi marini e passare a quelli montani. Gambarie è una delle più note località sciistiche del Sud Italia, in pieno Parco Nazionale dell'Aspromonte, con le sue piste da sci innevate d'inverno e i suoi percorsi di trekking d'estate. Addentrandosi nella natura non è difficile accorgersi di come la macchia mediterranea si trasformi in paesaggio alpino. Con una corsa sulla seggiovia si possono raggiungere le vette del Monte Scirocco e del Monte Nardello. Dall'alto la costa sembra vicinissima e sembra di poter toccare con mano anche la sponda opposta della Sicilia.

Una visione del genere non può non essere un invito a tornare sulla costa, per concedersi un altro bagno. E quale posto migliore di Capo Vaticano? Da qui a Tropea si susseguono una serie di spiagge e calette una più bella dell'altra. E se la sabbia è di solito bianchissima, i colori del mare però cambiano a seconda del fondale. Per gli appassionati di immersioni la Baia di Formicoli, a Capo Vaticano, è un'esperienza indimenticabile, per la ricca fauna che si raccoglie in questa zona. La cittadina di Tropea è poi un piccolo gioiellino, con i suoi palazzi nobiliari che costellano il centro, la Cattedrale normanna che risale al 1100 e il suggestivo Santuario della Madonna dell'Isola che si staglia su una penisoletta ai piedi del borgo. Qui anche gli appassionati gourmet trovano soddisfazione: dalla famosissima Cipolla rossa di Tropea alla piccantissima "Nduja". Per assaggiare l'originale di questo insaccato di maiale dal colore rosso intenso bisogna però concedersi una piccola deviazione: è a Spilinga, infatti, che si trova la vera patria della "Nduja". Non solo per un assaggio, ma anche per fare una piccola scorta prima di tornare a casa.