Sono davvero numerose le occasioni in Puglia per gli amanti dell'arte. Un itinerario originale e insolito è quello da percorrere seguendo la scia delle cattedrali e delle chiese di età romanica. Un unico filo conduttore, infatti, abbraccia nord e sud della regione sotto il segno di questa precisa identità storico-artistica che in Puglia ha sicuramente raggiunto livelli eccellenti. Lo testimoniano alcuni tra gli esempi più fulgidi come la Cattedrale di Trani, quella di Otranto, il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte S. Angelo.

La Capitanata - ovvero la provincia di Foggia - e la Terra di Bari sono sicuramente le zone più ricche in questo senso. A cominciare, ad esempio, da Bovino, piccolo centro del preappennino dauno meridionale, a 36 chilometri dal capoluogo, con un tipico esempio di architettura romanica pugliese, la Cattedrale di S. Maria Assunta. È una costruzione austera ed essenziale, come quasi tutte le basiliche dell'Alto Medioevo. Assai scarna all'interno, conserva alcune transenne originali in stucco che chiudono le monofore da cui la chiesa prende luce. Da segnalare, sempre a Bovino - annoverato tra i Borghi più belli d'Italia e i comuni più antichi del foggiano - l'antica chiesa di S. Pietro.

A Siponto, alle porte dell'importante centro portuale di Manfredonia, si trovano le superbe chiese di San Leonardo e la chiesa di S. Maria, quest'ultima circondata da numerosi ipogei risalenti ad epoche precedenti.

Salendo su per i tornanti del Gargano, occorre fare un salto a Monte S. Angelo - il comune più alto del promontorio, che da Manfredonia dista circa 15 km - per visitare autentici capolavori dell'epoca: l'Abbazia di Pulsano - poco distante dal centro abitato, in una zona isolata che facilita il raccoglimento e la preghiera - la chiesa di S. Maria Maggiore, e il Santuario di San Michele.
La presenza della Grotta dove apparve l'Arcangelo tra il 490 e il 493 d. C. - uno dei quattro luoghi più sacri al mondo, meta finale della Via Sacra Langobarodorum e di continui pellegrinaggi di umili e di potenti a partire dall'Alto Medioevo - ha fatto acquisire al promontorio garganico l'appellativo di 'Montagna Sacra'. Fu costruito nel XIII secolo da Carlo I d'Angiò.

La prima tappa di questo itinerario speciale in provincia di Bari è a Canosa, che si raggiunge percorrendo l'autostrada A14, da Foggia in direzione sud. Canosa si trova l'antica Basilica di San Sabino, eretta dal duca Arechi II. Esempio di stile romanico, con alcune influenze bizantine - derivanti da quel retaggio culturale che in Puglia ha sempre trovato terreno fertile - presenta una pianta a croce latina, coperta da cinque cupole basse a vela e un'abside che riceve la luce da tre finestre: quella centrale è ricoperta da una vetrata che raffigura il patrono.
La storia della basilica canosina è ricca dei contrasti, delle sovrapposizioni che si sono registrate nel corso dei secoli, anche in seguito ai notevoli danni provocati dal terremoto del 1851. Purtroppo è ancora fuori dei circuiti culturali e turistici, surclassata dalla notorietà guadagnata nel frattempo dalle cattedrali di comuni vicini come Trani, Barletta, Giovinazzo, Bari e Bisceglie.

Scendendo a sud, verso l'altopiano delle Murge, si giunge a Trani, culla del romanico pugliese. La Cattedrale eretta in onore di S. Nicola Pellegrino rimane certamente il monumento più emblematico, dopo quella di S. Nicola di Bari. Maestosità e imponenza sono le principali caratteristiche che conquistano il visitatore, efficacemente esaltate dalla facciata di bianca pietra calcarea che riflette in mille colori la luce del sole, in uno scenario reso ancora più affascinante dalla vicinanza al mare. La costruzione dell'edificio, di notevoli dimensioni, viene collocato presumibilmente tra il 1159 e il 1186, mentre i lavori del bellissimo campanile - alto circa 59 metri - iniziarono soltanto nel XIII secolo.
Due le cripte presenti, quella di S. Nicola Pellegrino e di S. Maria della Scala. Tra gli innumerevoli capolavori della Cattedrale che meritano di essere ammirati, il portale maggiore, frutto della rinomata tradizione pugliese dell'intaglio in marmo e della fusione in bronzo. È ornato di motivi geometrici e floreali che accompagnano figure umane e animali.

Altra tappa nel cuore della Murgia barese a Ruvo di Puglia. Occorre lasciarsi la litoranea alle spalle e, addentrandosi nell'entroterra, raggiungere Andria. Successivamente, seguire la SP 231 in direzione Corato e giungere a Ruvo di Puglia. Qui si trova una splendida cattedrale, frequentemente menzionata nei libri di storia dell'arte e meta di numerosi tour culturali. La Basilica fu costruita tra il XII e il XIII secolo, ma l'attuale forma è il frutto di continui rimaneggiamenti e interventi susseguitisi nei secoli.
La facciata si presenta a capanna con tre portali: il centrale è il più grande ed è arricchito con bassorilievi raffiguranti Cristo con i dodici apostoli: rilevante è la decorazione in una bifora col bassorilievo dell'Arcangelo Michele che sconfigge il demonio. All'interno da segnalare la statua lignea di S. Biagio, patrono della città, e il reliquario del Santo in argento.

Nel Salento s'incontrano testimonianze significative a Oria, in provincia di Brindisi, con alcune chiesette rupestri come quella di Crepacore - presso Torre S. Susanna - o quella della Madonna della Scala, situata a tre chilometri da Oria sulla via vecchia per Manduria, sull'area di un antico casale. Semplici, austere, quasi severe, risalgono presumibilmente al XIII-XIV secolo, ma le origini non sono del tutto certe.

Oria si può raggiungere da Bari o, in alternativa, da Brindisi. Nel primo caso imboccare la superstrada per Lecce, uscire allo svincolo per Ostuni, superare questo centro turistico soprannominato "la città bianca" e Francavilla Fontana, dalla quale Oria dista poco meno di sei chilometri. Da Brindisi, invece, prendere la statale 7 per Taranto e uscire allo svincolo per Oria.

Giungendo a Otranto, perla del Salento, troviamo la Cattedrale latina, sorta dopo la conquista normanna. Spoglia - tanto disadorna all'esterno, quanto grandiosa all'interno - è capace di incantare il turista e di affascinarlo. Fu eretta nel 1088, ma presenta alcune sovrapposizioni in stile rinascimentale - come il rosone formato da 16 colonnine in pietra leccese disposte intorno ad un nucleo in stile gotico - e barocco - come il portale risalente al 1764.

Conserva ancora la memoria dell'assedio che Otranto subì nel 1480 ad opera dei turchi guidati da Solimano il Magnifico: la Cattedrale, infatti, custodisce al suo interno la Cappella dei Martiri con le ossa e gli scheletri degli 800 trucidati in teche di vetro, oltre ad altri resti mortali, steli, oggetti e iscrizioni che ricordano quelle atroci sofferenze.

Non può passare inosservato sotto i piedi di chi visita la Cattedrale il pavimento, pregevole opera costituita da tessere policrome in calcare locale che creano figure su fondo grigio contornate di nero e marrone, campite da diversi colori. Tante sono le interpretazioni attribuite al pavimento musivo, carico di riferimenti, simbolismi e allegorie. È una sorta di enciclopedia medievale, una storia dell'umanità ripercorsa ad episodi, staccati uno dall'altro e ben riconoscibili. L'iconografia del pavimento presenta, infine, una commistione di temi religiosi tratti dalle Sacre Scritture, scene mitologiche e di vita quotidiana.